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| Le Club des Pirottines, featuring Beatrice Calia, cuoca naturale...e Alice, Verdiana, Arianna e Pina che ascoltano attente... Une nuit que j'étais A me morfondre Dans quelque pub anglais Du coeur de Londres Parcourant l'Amour Mons- Tre de Pauwels Me vint une vision Dans l'eau de Seltz B Initials B Initals B Initials B.B.(S. Gainsbourg)
Come corre il tempo e come si succedono le avventure culinarie. Finalmente riesco a pubblicare le foto dell'ultimo Club des Pirottines, il club cuciniero del lunedì (una volta al mese) che organizzo con Simona dove ho anche avuto il piacere di conoscere nuove amiche blogger: Verdiana e Arianna. C'era, ormai una veterana, Carmen e poi un'altra amica foodie già al secondo Club, Francy. E poi c'era Elisabetta FunzyZ, autrice di Love Cooking alla sua iniziazione. Tutte splendide donne che realizzano i propri sogni cercando un posto a loro misura nel mondo che amano, quello dell'alimentazione, lentamente, ma con disciplina. E che dire di Pina, la regina dei Pickles, la nostra già chef pirottinante? E di Becci, cuoca vegana e naturalista? Poi, Alie, dall'Olanda, che cucina muffin a profusione ai festival indipendenti. E poi tutta una serie di Pirottine nuovissime! Per non parlare dei nostri ospiti speciali: Donatella e Fabio della Cantina Manaresi. Sono molto contenta, la serata cuciniera del lunedì fa incontrare belle persone. Se poi c'è la Bea Calia a insegnare la BB... ovvero la sua pasta Brisè, una tipica preparazione della pasticceria francese che ogni cuoco, professionista o geniale dilettante deve conoscere e che lei realizza senza burro ma con yogurt (anche si soia) e olio e con cui abbiamo fatto gli scrigni di sapori (palline ripiene) e le creste di drago (tipo panzerottini) ripieni di mele trattate con limone, e accompagnate con uvette, cannella e zucchero di canna). La Brisé di Bea l'ho chiamata BB una sera che seguivo un suo corso e che continuavo a canticchiare quel bellissimo brano di Gainsbourg dedicato a Brigitte.
Ecco qui una panoramica della serata, dove è arrivato anche un pirottino, Federico. O' miracolo...speriamo torni. Mi spiego...stiamo bene anche tra noi donnini, ma qualche ometto con le mani in pasta ci piace parecchio:p
Il prossimo club sarà a giugno, salteremo maggio perché la Pirottina Bea_Benedetta_Bebe (Io), a maggio sarà un po' in viaggio e la Simo ha un sacco di cose d'arte da fare!
Quindi, per il momento, bacini a tutti i Pirottini (sarò mica troppo Cicciolina?)
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lunedì 30 aprile 2012
Beatrice Calia: con la BB alle Pirottine
venerdì 27 aprile 2012
La Bea parla di carne? Sì, ma con lo chef che ama le erbe
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| un pratico giardino profumato in taschine di juta da tenere a portata di sughetti, insalate, pesci e carni |
Mi stupisco anch'io di me stessa... ritrovandomi a parlare di carne.
Non la mangio da più di vent'anni quella di manzo, di maiale, di pollo e di altri animaletti terrestri o volatili. Però avendo tanti amici felicemente carnivori, credo sia carino affrontare in trasmissione argomenti che possano interessare anche loro. Oltre a quelli che solitamente pesco dalle mie preferenze gastronomiche. Poi, quando mi trovo a far chiacchiere di cucina con l'amico Riccardo Facchini, il simpaticissimo e curiosissimo cuoco del Pappagallo, provo proprio il piacere di ascoltarlo a 360 gradi sul tema del cibo. Ed è stato proprio lui che mi ha fatto venire in mente un modo "apranzoconbea" per affrontare il tema carne qui sul blog e in trasmissione, questa mattina dalle 11 alle 11,30 su Radio Città del Capo, in compagnia di Nino. Con Riccardo, grande appassionato delle erbe in cucina, come già ho raccontato qui, approfondiremo stamattina l'uso del vostro giardino pret a porter profumato. Insomma: come cucinare manzo, pollo e maiale nel miglior abbinamento con le erbe aromatiche?
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giovedì 26 aprile 2012
Gli inzuppati della domenica, settima edizione
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| La zuppa Tea Party versata dalla teiera, premio "La più bella sei tu" per lo stand più carino |
Domenica scorsa sono stata al Festival della Zuppa di Bologna. Un festival col pallino della partecipazione spontanea a un grande appuntamento di scambio di saperi ed entusiasmi in forma di zuppe, creme, vellutate, che si tiene una volta all'anno in città. Se tre anni fa avevo gareggiato, quest'anno ho giudicato...e quindi assaggiato. Almeno 40 zuppe diverse. Tolte le circa 10 zuppe con carne che assaggiava per me l'amico cuoco Tay Four (io per lui quelle di pesce...ma ce n'era solo una con le cozze), ne ho assaggiate proprio tante. Ho iniziato con assaggi in bicchiere, ho concluso con test al cucchiaio. Ma è normale. Dopo tanto ingurgitare di liquidii....
In generale i trend alla zuppa sono:
#la zucca è sempre la regina
#il fagiolo le sta proprio alle calcagna
#il cumino è una spezia molto amata
#il pentolone d'alluminio va sempre di gran moda
#lo zenzero è il nuovo prezzemolo perché lo ha sostituito nel ruolo tradizionale di essere ovunque
*nota particolare: forse il grande anno delle erbe spontanee?
*seconda nota particolare: la zuppa servita dalla teiera alla tazzina e quella versata in formine fatte col pane, davano una nota di stile molto carina.
La migliior zuppa per me? Zucca e barbabietola con crostini di farro.
Tra un assaggio e l'altro, ho fatto un po' di foto.
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lunedì 23 aprile 2012
Guerrilla tortelloni: solo per una settimana al Fondo Comini
Buon lunedì!! Il mio inizia con una colazione leggerina...porto ancora il ricordo delle circa 40 zuppe che ho assaggiato ieri al Festival Internazionale della Zuppa. Un pomeriggio di cibo memorabile, anticipato sabato sera da un piattino come quello che vedete nella foto (ok, smezzato) e un piatto bello abbondante di tortelloni con un ripieno molto particolare. Dove? Alla prima edizione della festa dell'Unità vicino a casa mia (fino al 29 aprile, dalle 19), quella del Parco Fondo Comini, entrata da via del Battiferro. Ho cenato al ristorante, dentro alla sezione di partito.
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venerdì 20 aprile 2012
ErbissSima!!!!! Pina Siotto remixa Gualandi, lo chef della Liberazione
Domani è l'anniversario della Liberazione di Bologna. Alle prime ore del mattino del 21 aprile 1945 gli alleati entravano in città. Dal sito qui e dallo scritto di Gastone Malaguti, leggo che ad entrare per primi furono "il 2° Corpo Polacco dell'8° Armata Britannica, i reparti avanzati delle divisioni USA 91° e 34°, avanguardie dei gruppi di combattimento Legnano, Friuli, Folgore e parte della brigata partigiana Maiella, aggregata anche quella all'8° Armata". Poi da un altro sito, questo, leggo invece di un'iniziativa dedicata all'anniversario, con una lettura gastronomica. Scopro infatti che dietro all'appuntamento, una cena domani al Centro Natura di via degli Albari, c'è lo zampino della chef antropologa Pina Siotto e mi è subito chiara la bellezza del progetto, che ha pensato per ricordare la Liberazione. E' proprio nel suo stile, pieno di curiosità, ricerca, umiltà e amore per le cucine altrui. Che possono ispirarla. In effetti questo processo di elaborazione entusiasma tanto anche me. E così stamattina, su Radio Città del Capo, dalle 11 alle 11,30, in compagnia di Nino, parlerò dell'idea dii Pina e di colui che ne è protagonista: Renato Gualandi, lo chef bolognese oggi novantenne, che il giorno della Liberazione cucinò per gli alleati, all'hotel Baglioni, il banchetto in onore del generale polacco Anders, il liberatore di Bologna. Preparò un pranzo polacco che poi commento così: "A Bologna prima della guerra si faceva molta cucina degli zar, dell'est". Ma l'amore di Pina per Gualandi come nasce? Diciamo subito che un "libro sacro" dello chef si intiitola "ErbissSima: le erbe in cucini". Ed è chiaro che per Pina è stato amore a primo sguardo.
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mercoledì 18 aprile 2012
Risotto con asparagi al tè di zafferano
Una di quelle tipiche cose da Bea e un po' da tutte e tutti che si divertono in cucina.
Mi viene voglia di fare il risotto agli asparagi con lo zafferano. Ma non trovo più, nella confusione che spesso avvolge la mia credenza e i miei cassetti, la bustina coi gli stimmi color mattone del leggendario fiore blu. Al momento mi dico, "beh farò senza". Poi mi viene in mente che durante il mio viaggio in Provenza, avevo comprato, proprio a Marsiglia, al mercato etnico, il tè verde allo zafferano. E' stato un attimo decidere di mettere in infusione nel brodo vegetale, la bustina. Il risultato? Mì è piaciuto parecchio. Delicato ma presente. Un buon sostituto.
Mi viene voglia di fare il risotto agli asparagi con lo zafferano. Ma non trovo più, nella confusione che spesso avvolge la mia credenza e i miei cassetti, la bustina coi gli stimmi color mattone del leggendario fiore blu. Al momento mi dico, "beh farò senza". Poi mi viene in mente che durante il mio viaggio in Provenza, avevo comprato, proprio a Marsiglia, al mercato etnico, il tè verde allo zafferano. E' stato un attimo decidere di mettere in infusione nel brodo vegetale, la bustina. Il risultato? Mì è piaciuto parecchio. Delicato ma presente. Un buon sostituto.
martedì 17 aprile 2012
Menu a 10 euro, il pranzo "c'è crisi" firmato Leoni
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| c'è tanta luce nella prima sala dell'Osteria Porta Europa, proprio all'entrata. Quella sulla traiettoria del bagno è molto più dark e intima |
Aspettando che il porcellino di Bea racimoli la somma necessaria per una cena allo sciccosissimo Leoni by night con almeno due portate (chessò un antipasto da minimo 25 euro e un secondo con prezzo base di 30 euro+ vino), Bea medesima ha deciso di provare almeno, adesso che ancora non è abbastanza ricca (che certe cose giusto una volta ogni due mesi se tutto va bene) l'Osteria di Marcello Leoni, che poi si chiama di Porta Europa ma è sempre dentro la Balena, quella struttura di via Stalingrado, sorta da un po' all'altezza della Fiera, dove mio padre, l'ultima volta che siamo stati lì insieme a mangiare, venerdì scorso, mi ha detto: "ma tu qui la sera ci vieni da sola?".
lunedì 16 aprile 2012
Piccoli giochi di sapore con l'orto aromatico
Buon lunedì! Certo che un weekend così piovoso...non me lo ricordavo da tanto.
Una buona occasione per stare in casa e fare alcune cose. Anche di cucina.
Niente di speciale, dal punto di vista della complessità. Ma specialissimo perché fatto doppiamente "in casa". Per l'unione degli ingredienti, semplice, deliziosa, dall'uso molteplice. E per gli ingredienti stessi: quelli fondamentali "allevati" da me con amore. Sto parlando delle erbe aromatiche che tutti noi, ancor prima che coltivare l'orto diventasse una moda oltre che - ancora - necessario, già curavano in terrazza, sul davanzale nel centro della città, in cortile, in un pezzetto di giardino. Perché loro, le aromatiche, sono brave. Fan molto da sole. A parte forse - almeno nel mio caso- il basilico, che non so, devo averci il pollice verso per lui. Ma nella mia piccola serra in cortile stannno molto bene la menta piperita, la menta-cioccolata (con foglie un po' violacee e un sottile sentore cioccolatoso...ma sarà suggestione dettata dal nome...), la menta dalle foglie tonde e piccole (non ricordo come si chiama...sta rispuntando in questi giorni e l'appuntamento con lei è fisso da anni), la salvia, il timo, il rosmarino, l'origano. In questi giorni stanno spuntando l'aneto e il prezzemolo, piantati da qualche settimana. E spontaneo è arrivato il finocchietto selvatico, nel vasone dell'agrifoglio (si vede che stan bene insieme... a proposito di consociazioni). In attesa di vederne l'esito: erba cipollina e basilico.
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venerdì 13 aprile 2012
Siamo tutti agricoltori! Più o meno.... qualche suggerimento stamattina!
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| le erbe aromatiche che più o meno tutti coltiviamo da tempo |
Domenica scorsa mi è stato detto: basta, oggi si fa l'orto! E' un imperativo, così posto, ma io adoro certi imperativi. Soprattutto quando son lì che rimugino da tempo su un progetto e non arrivo alla sua realizzazione. Quindi chiamo questa "imposizione" piuttosto un "essere presa per mano".
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| DonaFlor di Horticity |
Date un'occhiata qui.
Per approfondire avremo ospiti Marco Capitani, agronomo che ha da poco lanciato un blog tipo Donna Letizia della terra, dove potete scrivere e anche mandare la foto dei vostri vegetali, e ricevere indietro ottimi consigli. E poi parleremo con i creatori di Horticity dell'orto idroponico sul terrazzo DonaFlor, che presenteranno domani dalle 16,30 alla Bottega della Canapa (per chi è di Bologna) in via Marsala 31.
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giovedì 12 aprile 2012
E' in arrivo il festival della Zuppa! E io mi preparo...
Avere mai partecipato a un festival della zuppa?
Io sì, quattro anni fa, con una cara amica, Irene. Tutte e due ossessionate di cibo, spalmate su "Kitchen" di Michele Cranston per carpire i segreti del cibo e aspirare visivamente la bellezza delle sue immagini.
Un giorno, uscito il bando del festival e del concorso, ci siamo sentite e abbiamo deciso di fare questa gara, iinventandoci non solo una zuppa, ma anche il contesto ideale. Alla fine, con il gazpacho verde-menta a base di cetriolo della zona con ravanello decorativo tipo fragolina sul drink, il nostro stand sembrava un baretto distaccato dove si facevano cocktail per aperitivi. L'ispirazione era più Hello Kitty che "cucine del mondo", ma noi ci sentivamo così. Con quell'allegria puffesca addosso. E siamo arrivate terze. Tra una settimana il Festival pensato e amato dall'associazione Oltre accade di nuovo, il 22 aprile, in via Stoppato a Corticella, come da tradizione (son sette anni). E questa volta io sarò in giuria!! Sono felicissima. Partecipare è semplice: bisogna iscriversi e pensare a una zuppa. La zuppa dei propri sogni o quella che legherà il mondo in un abbraccio vellutè. Qui la storia. E qui il coupon per l'iscrizione. E poi alla Feltrinelli sotto le due torri, c'è una mostra fino al 30 aprile: "Zuppa bene comune", dove vedrete anche me e Irene. A questo vi lascio una ricettina di zuppa, ricordandovi che tutti possono passare da via Stoppato per assaggiare le zuppe.
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mercoledì 11 aprile 2012
Pirottines atto quinto: al club arriva Bea Calia
Fa un po' strano pensarci. Perché essere arrivate alla quinta serata di un Club di Cucina nato per gioco, senza finanze, senza essere grandi organizzatrici di eventi (beh, la Blue a dire il vero ci ospita nella sua galleria d'arte...) solo con l'ausilio di persone carine, il passaparola sul social network più popolare che esista e l'entusiasmo di appassionate/i, è davvero un piccolo miracolo. L'entusiasmo per il Club des Pirottines è più che mai alle stelle, perché il 23 apriile arriva la cuoca naturale Beatrice Calia. Che è sempre stata, umiilmente e giocosamente, nostra "allieva". E che ora ci insegnerà buone ricette. E lei è davvero bravissima. Come del resto lo sono state le maestre pirottinatrici e, finora, l'unico maestro pirottinatore, passati da SpazioBlue di Bologna (e in un altra cucina amica) per condiividere il proprio sapere, un lunedì al mese.
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martedì 10 aprile 2012
Le ossessioni culinarie: prova e riprova di uovo in camicia
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| prima prova di uovo in camicia (non riuscito) adagiato su foglie di papavero e pezzetti di tonno e base di pane nero |
Innanzitutto...perché lo chiamano per la maggior parte uovo poché? Nei ristoranti ad esempio...
Ma perché fa più figo Bea...
Qualcuno dice anche che c'è una grandissiima differenza tra l'uno e l'altro...ma io ho letto un bel po' di ricette nella rete (anche nei siti francesi) e alla fine di differenze non ne ho trovate. Inizialmente la diversità pareva essere quella del calare l'uovo nell'acqua in bollitura con fuoco acceso (camicia) e del calare l'uovo nell'acqua in bollitura con fuoco spento (poché)...ma leggi che ti leggi alla fine questa divergenza è andata scomparendo. E comunque io, sarà perché era Pasqua, sarà perché ero super- cazzeggiante, fatto sta che mi è venuta l'ossessione dell'uovo camicioso-pochettoso e l'ho provato fino alla + o - perfezione (con l'ausilio di varie uova scadute, come mi ha consigliato un amico, anche se poi per quello da mangiare l'ovetto deve essere freschissimo). Ognuno ha i suoi segreti per rilassarsi e godersi le feste.
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venerdì 6 aprile 2012
Pastiera e pic nic al naturale, è Pasqua!
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| la pastiera napoletana di Beatrice Calia, col farro e il latte di riso |
Questa mattina ho fatto colazione con la pastiera napoletana. E' il dolce pasquale napoletano che ci ha insegnato Beatrice (Calia) mercoledì sera al suo corso di cucina naturale. Sulla pastiera non si scherza però. Un po' di veracità bisogna mantenerla. Ma Beatrice sa sempre come aggiungere un po' di sé e della sua ricerca naturale anche nelle ricette della tradizione. Quindi ecco che ci ha insegnato la pastiera (nel menu della lezione c'era: "come fare il seitan" e poi "come fare la pastiera= fantastica Beatrice...che tra l'altro sarà la prossima mistress chef al club delle pirottine il 23 aprile!) con un ripieno fatto di farro di grano, latte di riso, scorza di limone e arancio (invece dei canditi, il che da quel saporino amarognolo che di tanto in tanto ti punge), la cannella, le albicocche secche. Ho imparato una cosa nuova e ho imparato che la pastiera si fa per questa festa. Che ho sempre affrontato senza la solennità - relativa comunque- che magari dedico al Natale. Di pasque memorabili non ne ricordo. Anzi, credo che l'unica di cui ancora serbo un'immagine, sia una pasqua pantesca (i miei, prima di andare a vivere a Pantelleria, ci sono andati in vacanza per 20 anni) e a base di mustazzoli: una semplice sfoglia ripiena di un mondo gustativo: impasto di semola, miele o vino cotto, cannella, scorza d’arancia candita ed altre spezie.
Prendendo ispirazione da questo dolce, stamattina Apranzoconbea versione radiofonica, dalle 11 alle 11,30 su Radio Città del Capo in compagnia di Nino, sarà dedicata ai vostri dolci pasquali. Quindi...vi va di telefonare e raccontarmi qualcosa?
Tra gli ospiti che contribuiranno ci sarà Uno, che ci racconterà il suo pic nic pasquale e poi racconterò la pastiera di Bea.
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giovedì 5 aprile 2012
Involtini, è primavera!
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| involtini primavera |
L'ho comprata un po' di tempo fa nel market cinese di via Corticella e l'ho messa in freezer. Mi incuriosiva ma non ero sicura di riuscire a lavorarla la pasta per gli involtini primavera in fogli. Poi qualche sera fa sono andata a casa a cena di un amico e uno degli invitati aveva portato gli involtini di formaggio di capra e verdure. Gli involtini erano fatti con la pasta sfoglia di riso, una pasta brik di riso per intenderci, e così, improvvisamente, ho capito che anche io potevo farcela. A questo punto molti di voi staranno pensando che effettivamente la fillo, brik, wanton, yufka o warkha che dir si voglia, (si chiama in tanti modi a seconda della nazionalità ma sostanzialmente è una pasta sfoglia a base di farina, acqua, sale.... qualcuno ci mette anche le uova, ho letto in giro) è facilissima da preparare prima di essere farcita e cotta. Io avevo un blocco, e l'ho superato. Ora credo che almeno una volta alla settimana farò involtini di ogni tipo: a sigaro, a triangolo, a bustina, a cono, come quelli vietnamiti che preparano al ristorante cinese in via degli Usberti (dove c'è la padrona che mi sgrida sempre!). Dolci e salati. Perché con questo cibo si può veramente giocare. Per il mio debutto, però, mi son limitata ai classici involtini primavera alle verdure (con la sfoglia che si può acquistare in qualsiasi negozio cinese su via Corticella o Ferrarese) e a qualcuno in versione dolce (tipo baklava turchi con noci e miele).
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martedì 3 aprile 2012
Cena e cinema nel fienile, tra calanchi e alberi secolari
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| George Clooney vola "Tra le nuvole" e io sorseggio un calice di Muller Thurgau |
Quando domenica sera sono entrata al Fienile Fluò, mi sono sentita abbracciata.
Dalle luci calde, dalle stoffe esotiche, dalle lampade retrò, dai freschi e drammatici tulipani bianchi col capo all'ingiù perché contenuti in un vaso troppo basso ma scenograficamente perfetto, dalle poltrone accoglienti, dalle pareti di mattoni a vista, dai tavoli tondi e gioviali, dal samovar che lancia segnali di fumo in attesa di un the. E qui non c'entra lo stile che crea l'atmosfera. La sensazione ha a che fare con la passione e con il sogno di chi ha desiderato e realizzato questo posto sui colli di Bologna. Dove l'altra sera sono andata a cena e al cinema.
lunedì 2 aprile 2012
1,2,3...prova: brise' 100% vegetale con carote, cappuccio e tofu morbido
E' finito il festival del cinema dedicato al futuro delle tecnologie e all'animazione. Ci vediamo l'anno prossimo Future Film Festival. E io, dopo una settimana piuttosto randagia, passata sulle poltrone del cinema Lumière per guardare le ultime novità (bellissimi Chico e Rita di Maresca-Trueba, A Letter to Momo di Hiroyuki Okiura, Dalla Collina dei Papaveri di Goro Miyazaki...), torno alla vita più tranquilla nella mia casetta nella Bolognina. E mi dedico al giardinaggio in cortile, seminando un po' di erbette aromatiche e alla cucina, dedicandomi allo svuotamento del frigo che se aspetto ancora un po' mando in malora tutto.
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